Il Falco Killer

Era il giorno perfetto per Sara Robert, importantissima modella per una nota casa americana di sfilate. Finché non le venne comunicata la triste notizia che il suo futuro marito Richard Johnson era stato vittima di omicidio.

Sara appena appresa la notizia decise di assumere l’investigatore privato Edward Jackson, noto per non aver mai fallito un’indagine. Sara era fermamente decisa a scoprire la verità sull’accaduto. Era convinta che chiunque fosse l’omicida avrebbe dovuto pagare per il suo gesto. Non si sarebbe arresa finché questo non fosse stato trovato e catturato.

Il detective Edward concordando con Kate Darrengton, capo della polizia di New York, iniziò ad esaminare attentamente la scena del crimine. Suo malgrado dovette ammettere che il criminale era molto abile. Notò un particolare: sul petto della vittima vi era dipinto qualcosa di molto simile al volto di un falco. Per produrre questa figura era stato usato lo stesso sangue della vittima; il detective dedusse da questo che chiunque fosse l’omicida doveva essere molto abile con le mani.

Iniziò così a interrogare parenti e amici della vittima, senza trarne alcun risultato. Si rivolse allora ai parenti della sposa; pian piano i sospetti cominciarono a cadere su Jhonathan Blood, ex fidanzato di Sara nonché affermato pittore. Questi negò categoricamente di essere l’assassino, per tutto il tempo dell’interrogatorio sostenne che al momento dell’omicidio non era presente sulla scena del crimine. La polizia controllò l’alibi del ragazzo e trovò un amico di Jhonathan, il quale si chiamava Mike Fellow, in grado di confermare. Arrivò poi il momento di John Robert, fratello di Sara. Il detective lo interrogò pur sapendo che non poteva essere lui il colpevole dato che non possedeva alcuna abilità manuale.

Anche se l’alibi dell’ex ragazzo fosse stato confermato, per il detective egli rimaneva uno dei maggiori sospettati. La polizia esaminò le poche prove presenti sulla scena del crimine; ogni indizio sembrava portare a Jhonathan Blood. L’investigatore e il capo della polizia Darrengton decisero così di perquisire la casa del sospettato, nella speranza di trovare l’arma del delitto, cioè una calibro 38. L’arma fu ritrovata in un cassetto della stanza di Jhonathan. Questo, nascosto dietro alla porta d’ingresso della stanza, appena si accorse che i due trovarono la pistola cominciò a correre con tutte le sue forze finché non venne braccato da due auto della polizia che stavano circondando l’edificio. A quel punto Kate esclamò: “Fermo Jhonathan Blood! Ti dichiaro in arresto per l’omicidio di Richard Jhonson!”. Lo ammanettò e lo portò in centrale dove iniziò il suo interrogatorio. Il pittore a quel punto dovette ammettere che non sopportava l’idea che Sara si dovesse sposare con Richard. Sostenne che i due si conoscessero da troppo poco tempo per pensare seriamente al matrimonio, così cominciò ad elaborare il piano con cui si sarebbe sbarazzato di Richard. Disse inoltre che pagò al suo amico Fellow la profumata somma di 10mila di dollari in cambio del suo silenzio e della sua copertura.

La polizia allora controllò se tale cifra fosse mai stata versata da parte di Jhonathan sul conto di Fellow. Scoprirono che proprio nel momento in cui Mike fu di ritorno dalla centrale la somma venne depositata sul suo conto. A quel punto Mike fu arrestato per complicità in omicidio.

Entrambi furono condannati a vent’anni di carcere. Impararono così che meglio pensarci due volte prima di commettere un omicidio